Cannabis e patologie trattabili

Attualmente, in Italia, le patologie riconosciute dal Ministero della Salute per le quali è prevista la prescrizione gratuita sono:

  • Sclerosi Multipla
  • Sindrome di Tourette
  • Malattie Oncologiche
  • Dolore cronico
  • Vomito e inappetenza da chemioterapici
  • Cachessia (in anoressia, HIV, chemioterapia)
  • Glaucoma

Occorre tenere conto che, anche in questi casi, l’uso della cannabis terapeutica è consigliato solo nel caso in cui le cure ed i trattamenti standard non abbiano avuto effetto o hanno causato effetti collaterali.

Sclerosi Multipla: i cannabinoidi, nel caso della Sclerosi Multipla, aiutano nel trattamento della spasticità, del dolore cronico e neuropatico, della rigidità muscolare, dell’incontinenza della vescica e della qualità del sonno.

Sindrome di Tourette: il farmaco usato per la sindrome di Gilles de la Tourette è il Dronabinol (THC sintetico) che viene somministrato per via orale. L’utilizzo di questo farmaco, è stato dimostrato anche da recenti studi, riduce la frequenza dei tic causati dalla malattia.

Malattie Oncologiche: anche se utilizzata come palliativo, l’utilizzo principale della cannabis terapeutica, in questo caso è per ridurre nausea e vomito causati dalle chemioterapie e per il dolore associato alla malattia. Un altro aiuto è quello rivolto alla stimolazione dell’appetito. Esistono, tuttavia, studi che indicano come il THC e altri endocannabinoidi abbaino effetti antitumorali; i cannabinoidi, risultano inoltre, da questi studi, utili per portar la morte alle cellule tumorali e per ridurre il rischio di metastasi.

Dolore cronico: un esempio molto diffuso di dolore cronico è la fibromialgia, patologia ancora in fase di studio. Per la fibromialgia gli oppioidi hanno avuto scarsa efficacia; al contrario, i cannabinoidi hanno dato buoni risultati e sono risultati efficaci a livello terapeutico.

Vomito e inappetenza da chemioterapici: fin dal 300. a.C., ci sono testimonianze documentate sull’efficienza della cannabis di stimolare l’appetito. I il THC stimola i recettori CB1 amplificando il piacere del cibo. In relazione a questa caratteristica del THC, la cannabis è stata oggetto di studio proprio sia per l’anoressia che per l’inappetenza dovuta alle chemioterapie. Sempre parlando di THC, è risultato essere efficace anche nel contrastare la nausea e il vomito nei pazienti chemio terapici. Anche il CBD risulta efficace contro nausea e vomito, ma a bassi dosaggi. Normalmente viene utilizzato il Sativex, farmaco spray che contiene sia THC che CBD.

Cachessia (in anoressia, HIV, chemioterapia): la cachessia è un grave deperimento generale della persona ed associata a cancro, anoressia e HIV. I preparati con alta concentrazione di THC, in questo caso, servono a stimolare l’appetito.

Glaucoma: stress ossidativo e infiammazione sono tra le principali cause delle malattie oculari. Per quanto riguarda il glaucoma, i cannabinoidi (in particolare il CBD) hanno effetti anti-infiammatori e anti-ossidanti.

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Fonti e crediti: Cannabiscienza

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